IL RITRATTO SECONDO ME

Il momento dello scatto è il grande respiro, l’attimo di sospensione che c’è prima che accada qualcosa. È in questo tempo sospeso che nasce il senso del ritratto per me. Cogliere quella specifica espressione che apre le porte all’intima e nascosta specificità che ognuno è. Quando un cliente si rivolge a me cerca prima di tutto una foto che nella vita quotidiana non può avere. Solitamente non cerca l’effetto di una foto fashion, ma vuole che sia comunque colto in maniera straordinaria una parte di se, e che sia colto un lato piacevole o interessante.

IL MIO LAVORO

Sono molto affascinato dai vecchi ritratti, dai quali cerco di prendere la semplicità e l’immediatezza. In studio lavoro con pochi artifici, di solito uno sfondo neutro chiaro o scuro e dove è possibile una sola luce flash, come se fosse una finestra. L’uso del flash per me è importante, è un atto di sincerità nei confronti della persona ritratta, perché percepisce esattamente il momento dello scatto e può evolversi, è una sorta di presa di coscienza. In esterno cerco i tagli di luce forti o l’ombra piena, la fonte di luce non può essere controllata ma dominata si. Le sessioni sono semplici. Sono molto attento nel cercare l’empatia con le persone che fotografo. 

Elimino le distrazioni,è dopo aver ascoltato cosa vuole e si aspetta la persona ritratta, lavoro  all’inizio, per rompere il ghiaccio,  situazioni che generano azioni o viceversa. Sono presente e interagisco con la persona ritratta con discrezione. L’obiettivo è favorire uno stato d’agio che permetta una ricerca interiore, non importa se poi produce ironia, bellezza, forza, tristezza o intensità e che restituisca naturalezza.

RITRATTO UNA VERA ESPERIENZA 

Farsi un ritratto è un’esperienza. Prepararsi, scegliere l’outfit, il non sapere cosa e come accadrà. Le foto finali sono il prodotto ma ciò che conta è il processo, l’esperienza vissuta, l’aver ritagliato del tempo per noi stessi, un po’ come concedersi una giornata di svago, il fare un qualcosa di piacevole, il cui ricordo sarà fissato nella mia memoria e in un oggetto tangibile: una fotografia. E’ sempre bello vedere arrivare una persona impacciata e timida, chiedere dove deve guardare, dove deve mettere le mani e poi osservare la sua trasformazione; è una vera e propria performance, in quel momento andiamo in scena insieme, siamo gli attori che però non recitano un ruolo ma siamo noi stessi.

Penso che sia quasi un dovere farsi un ritratto ogni tanto, prendersi del tempo per costruire un racconto di immagini che nel tempo ci descriverà e ci ricorderà come eravamo.